Orma Piercer
Gestione Instagram e TikTok per una piercer professionista: +95% follower in un mese e mezzo e oltre 10 clienti nuovi arrivati dai social.
Leggi il caso studioGreta tatua dal 2019 e dal 2025 ha uno studio tutto suo a Figline Valdarno. Da giugno 2026 gestisco i suoi canali social — Instagram, Facebook e un TikTok aperto da zero. In quattro mesi il profilo Instagram è passato da 2.422 a 2.989 follower, ma il numero che racconta davvero cos'è cambiato è un altro: oltre un milione di visualizzazioni negli ultimi 90 giorni, con un reel da 360.000 view. E, soprattutto, clienti nuovi che prima in studio non c'erano mai entrati.
Greta Caterino, in arte Gretattoo, è una tatuatrice con studio a Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Schietta, diretta, con un accento semi-fiorentino che è già metà del suo personaggio: il tipo di persona che ti dice in faccia se il tatuaggio che hai in mente non funziona, e poi ti propone qualcosa di meglio.
I suoi stili principali sono realistico (solo animali), cartoon e anime, mandala, botanica e fine line. Dentro lo studio lavora anche una piercer, quindi il locale copre entrambe le cose. I clienti arrivano principalmente dal Valdarno e dalle zone limitrofe, ma capita che si spostino anche da fuori provincia.
Ci è arrivata per gradi: ha iniziato a tatuare nel 2019 lavorando per terzi in uno studio di Firenze, poi un anno ad Amsterdam, poi cinque anni dentro una cabina in affitto in un centro estetico a Incisa — "era minuscola e ho passato gli anni più duri lì". Nel 2025 ha deciso di aprire qualcosa di suo.
"Se non fai qualcosa per cambiare una situazione che non ti piace, e se non fai un salto nel vuoto, le cose non cambiano. Ho fatto un bel salto, ma per fortuna sono caduta in piedi."
I suoi canali social:
Quando ho iniziato a seguire come social media manager i canali del suo studio di tatuaggi, a giugno 2026, Instagram era l'unico davvero vivo e contava 2.422 follower. Il profilo pubblicava quasi esclusivamente post e caroselli dei lavori finiti — foto di tatuaggi appena conclusi, pubblicate quando capitava. Di reel ce n'erano pochissimi.
Il contenuto che aveva funzionato meglio in assoluto era un reel in collaborazione con una tatuatrice fuori zona: 7.554 view. Tutti gli altri si fermavano intorno alle 3.000, con un paio sui 5.000. Facebook era fermo a 14 follower. TikTok non esisteva.
Il problema però non era "pubblicava poco". Era quello che ho visto in quasi tutti i professionisti con cui lavoro: il tempo. Caricare cinque o dieci foto in formato post si fa la sera dopo cena dal divano, in dieci minuti; costruire una presenza che ti porti clienti nuovi è un altro mestiere, e richiede ore che chi tatua sei giorni su sette semplicemente non ha.
Greta voleva più presenza online e, perché no, un ritorno in termini di clientela.
Nel primo confronto, a maggio 2026, ho chiesto a Greta da dove arrivassero i clienti. La sua stima, a occhio: 60% passaparola, 30% Instagram, 10% Google. Il walk-in, chi entra passando davanti alla vetrina, portava poco e spesso portava la persona sbagliata.
Quel 30% era il punto di partenza e anche il problema: il passaparola è prezioso ma ha un raggio corto, quello del Valdarno e delle amicizie delle sue clienti. Per crescere serviva che la trovasse anche chi non ha nessuno in comune con lei.
L'obiettivo quindi non era "più follower". Era farsi scoprire da chi non la conosce — dentro e fuori dalla provincia — e trasformare quella scoperta in richieste di appuntamento. Il resto sono numeri di contorno.
La decisione principale è stata una: spostare il peso del profilo dalla foto del tatuaggio finito al video verticale con Greta dentro. Non perché le foto non servano — restano il portfolio, e per una tatuatrice il portfolio è tutto — ma perché una foto di un tatuaggio viene mostrata quasi solo a chi già segue la pagina. Il video verticale, invece, è il formato che oggi Instagram e TikTok spingono verso chi non ti conosce. E chi non ti conosce è esattamente il pubblico che serviva.
Il secondo punto è che Greta funziona meglio di qualsiasi inquadratura del suo lavoro: simpatica, diretta, risponde a tono. Metterla davanti alla camera era la mossa più ovvia e anche la più sottovalutata — un tatuaggio lo scegli guardando il portfolio, ma la persona a cui affidi la pelle la scegli perché ti ispira fiducia.
TikTok l'abbiamo aperto da zero per un motivo concreto: una fetta importante di chi arriva al primo tatuaggio ha meno di venticinque anni, e sta molto più su TikTok che su Instagram. Con lo stesso video verticale, TikTok distribuisce più aggressivamente ai non-follower — quindi è un canale di scoperta anche partendo da zero. Facebook l'abbiamo presidiato con gli stessi contenuti, senza investirci tempo aggiuntivo.
Il tutto rientra in un piano di gestione social che unisce piano editoriale, creazione contenuti e community management. Su come è strutturato un reel che funziona, al di là di questo caso, ne parlo nel blog.
La cosa che mi ha sorpreso è stata la velocità. Di solito il primo mese serve a capire cosa raccoglie e cosa no; qui la risposta in visualizzazioni e interazioni è arrivata già dalle prime pubblicazioni.
In quattro mesi i follower Instagram sono passati da 2.422 a 2.989 (+23%), ma il dato che conta è il bacino di persone raggiunte: negli ultimi 90 giorni il profilo ha totalizzato 1.017.766 visualizzazioni, +150,6% rispetto ai 90 giorni precedenti, con un singolo mese — settembre — da circa 450.000. Per dare la misura: prima i reel si fermavano intorno alle 3.000 view, dopo il minimo è diventato 6.000.
I reel che hanno spinto di più, in ordine di pubblicazione:
Il primo reel della gestione ha fatto 10.800 view, cioè più del contenuto migliore di tutta la storia precedente del profilo. Ma il salto vero è arrivato al dodicesimo, non al primo: non è un colpo di fortuna iniziale, è una curva che sale.
Visualizzazioni in 90 giorni
~3.000 1.017.766
Prima il tetto per singolo reel era 3.000 view. Oggi è il totale di 90 giorni a superare il milione.
View del reel top
7.554 360.000
Il record precedente era una collab fuori zona. Il nuovo è arrivato al dodicesimo contenuto.
Follower Instagram
2.422 2.989
+23% in quattro mesi, solo con contenuti organici. In più: TikTok da 0 a 539 e Facebook da 14 a 177.
Le visualizzazioni, da sole, non pagano le bollette: lo dico sempre e vale anche qui. Quello che rende il reel da 360.000 view diverso da un numero vuoto sono le interazioni che ha generato: 18.800 "mi piace", 361 commenti, 327 re-post e quasi 220 condivisioni. Le condivisioni, in particolare, sono la metrica che mi interessa di più: significa che qualcuno ha pensato "questo lo devo far vedere a una persona precisa". È passaparola, solo che corre su Instagram invece che al bar.
E infatti il segnale di business è arrivato: clienti nuovi che hanno visto i contenuti, scritto e preso appuntamento per farsi tatuare — persone che in studio non erano mai entrate. In più una richiesta di collaborazione da uno studio di un'altra città, per andare a lavorare come ospite: un tipo di proposta che non arriva per passaparola locale, arriva perché ti hanno vista.
C'è anche un effetto più silenzioso, che vale la pena segnalare: il canale che a maggio pesava meno di un terzo dei nuovi clienti è diventato il primo punto di contatto per chi la scopre da fuori zona. Il passaparola continua a funzionare e resta la base, ma non è più l'unica strada per arrivare a lei. Come nel caso studio di Orma Piercer, la conferma vera arriverà dai prossimi mesi: un risultato conta quando si mantiene.
"Matteo è super attento al dettaglio, come social media manager lo consiglio vivamente a tutti coloro che hanno un'impresa come me e vogliono un servizio professionale e studiato su misura per la propria attività. Ottimo!"
Raccontami il tuo profilo social: che tipo di attività hai, cosa pubblichi adesso, dove vorresti arrivare. Ti rispondo entro 24 ore con un feedback concreto sulla situazione attuale e su cosa cambierei per farlo crescere — senza pitch commerciali, senza formulari infiniti.
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